Occhiali balistici: sono davvero necessari? Facciamo chiarezza su certificazioni e sicurezza

Pubblicato il: 20/02/2025
Autore: PRIMOREGGIMENTO.COM

Nel softair, al poligono o in ambienti di lavoro “sporchi” (schegge, detriti, rimbalzi), la protezione degli occhi non è un accessorio: è la differenza tra una giornata normale e un incidente serio. Il problema è che non tutti gli “occhiali balistici” sono davvero balistici, e spesso la differenza la fa una sola cosa: la certificazione reale.

Qui mettiamo ordine: cosa significano le sigle, quali standard hanno senso per softair e tiro, e quando una semplice certificazione industriale non basta.


Perché gli occhiali balistici servono davvero

Un impatto sull’occhio può arrivare da:

  • pallini e rimbalzi ravvicinati (softair);
  • schegge e frammenti (tiro sportivo, bossoli, polveri, detriti);
  • urti accidentali e corpi estranei (lavoro/outdoor).

Occhiali non idonei possono rompersi, deformarsi o staccarsi dalla montatura nel momento peggiore. Per questo le certificazioni non sono marketing: sono prove standardizzate.


Le certificazioni più importanti (spiegate senza fuffa)

STANAG 2920 (NATO)

Standard militare NATO: valuta la resistenza balistica tramite un parametro chiamato V50, cioè la velocità alla quale il 50% dei proiettili di test riesce a perforare il materiale. In parole semplici: è un riferimento serio quando si parla di protezione balistica “vera”.

MIL-PRF-31013 (USA)

Standard militare statunitense più datato: prevede prove d’impatto balistico. È uno standard “storico”, ancora presente su diversi prodotti, ma non è il più severo disponibile oggi.

MIL-PRF-32432A (USA)

È tra gli standard più severi nel settore eyewear militare: oltre alla resistenza agli impatti, include anche requisiti e test legati a durabilità, condizioni ambientali e (a seconda della marcatura) trattamenti come anti-appannamento e resistenze specifiche.

EN166:2002 (Europa) – requisiti generali DPI

  • Conformità ai requisiti generali europei per i dispositivi di protezione individuale
  • Qualità ottica idonea all’uso continuativo
  • Assenza di distorsioni visive pericolose
  • Montatura stabile e sicura

Nota importante: la marcatura EN166:2002, senza lettere aggiuntive, indica il rispetto dei requisiti generali della norma. I livelli d’impatto (quando presenti) vengono indicati con ulteriori marcature (es. S/F/B ecc.).

EN172 (Europa) – protezione solare/filtri

Riguarda la protezione da radiazioni solari e riflessi luminosi (ambito industriale/outdoor). È utile per il comfort visivo, ma non è una certificazione balistica.

ANSI Z87+ – High Impact

La certificazione ANSI Z87+ attesta la resistenza a impatti ad alta energia/velocità, offrendo protezione efficace contro:

  • schegge metalliche
  • frammenti di bossolo
  • rimbalzi e detriti

È uno standard molto diffuso soprattutto in ambito professionale/industriale e nel tiro, quando si cercano occhiali con test d’impatto “seri” e riconosciuti.


Tabella comparativa rapida (per capire cosa comprare)

StandardAmbitoCosa ti dice davveroIndicazione pratica
STANAG 2920 Militare (NATO) Resistenza balistica con metrica V50 Ottima scelta per softair “serio” e utilizzi gravosi
MIL-PRF-31013 Militare (USA) Test balistici standard (specifica più datata) Buona, ma verifica sempre il modello e l’uso previsto
MIL-PRF-32432A Militare (USA) Standard severo con requisiti aggiuntivi (durabilità/condizioni) Tra le scelte migliori per softair e tiro
ANSI Z87+ Industriale / Professionale (USA) High Impact: protezione da impatti e detriti Ottimo per tiro e ambienti con schegge/rimbalzi
EN166:2002 DPI (Europa) Requisiti generali (ottica/montatura/sicurezza d’uso) Base ottima come DPI, ma non basta da sola per “balistico”
EN172 Filtri solari (Europa) Protezione da luce/UV (comfort visivo) Non è balistica: utile come “plus” su lenti scure

Softair e tiro sportivo: cosa scegliere davvero?

Se giochi a softair o fai tiro sportivo, la regola pratica è semplice:

  • se vuoi massima tutela: punta su MIL-PRF-32432A e/o STANAG 2920;
  • se ti serve un’ottima protezione da impatti e detriti (lavoro/tiro): ANSI Z87+ è un riferimento molto solido;
  • EN166:2002 è eccellente come base DPI (qualità ottica, montatura stabile), ma da sola non va automaticamente interpretata come “balistica”.

Occhiali economici “balistici”: il rischio è reale

Online si trovano prodotti dichiarati “tactical” o “military grade” senza indicazioni chiare di standard e marcature. Se il produttore:

  • non dichiara in modo trasparente lo standard;
  • non mostra marcature / documentazione;
  • usa descrizioni vaghe (“antiurto”, “resistenti”, “military style”);

… allora stai comprando alla cieca. E sugli occhi non si scommette.


Conclusione

Gli occhiali balistici sono necessari? Sì, se il tuo contesto prevede impatti, rimbalzi, frammenti o detriti: softair e tiro inclusi. La vera differenza la fanno standard reali e prodotti verificabili.

Nel nostro catalogo trovi solo modelli selezionati e certificati. Se vuoi un consiglio su misura (softair, tiro, uso outdoor/lavoro), scrivici: ti aiutiamo a scegliere la protezione giusta, senza compromessi.


Checklist operativa (prima di acquistare)

  • Controlla sempre la certificazione dichiarata (non solo “antiurto”).
  • Verifica la presenza di marcature reali su lente/montatura o documentazione.
  • Per softair/tiro: preferisci MIL-PRF-32432A, STANAG 2920 o ANSI Z87+ in base all’uso.
  • Se vedi solo EN166:2002, considerala una base DPI: valuta se serve uno standard balistico dedicato.
  • Evita prodotti “tactical” senza standard chiari.